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 Oli 2012

Queste sono le caratteristiche dei nostri monocultivar e blend 2012

  • Monocultivar - Nocellara Etnea
  • Monocultivar - Cipressino
  • Monocultivar - Carolea
  • Monocultivar - Grossa di Cassano (riconoscimenti)
  • Monocultivar - Roggianella
  • Blend - "Sole"
  • Blend - "Terra"
  • Blend - "Sud"
  • Schede Tecniche di tutti gli oli e abbinamenti

Monocultivar Cipressino

Il Cipressino è una cultivar di olivo che cresce in Italia. Il nostro Cipressino aziendale è stato piantato intorno agli anni sessanta  con la funzione di frangivento. Il suo portamento assurgente, la chioma fitta e densa e la crescita abbastanza veloce lo rende infatti adatto a svolgere molto bene un'azione protettiva dal vento. Così i per molti anni il Cipressino ha semplicemente delimitato il perimetro dei  campi di peschi…

Negli anni il campo di pesco al quale il Cipressino fungeva da frangivento è stato sostituito da un uliveto. Così il Cipressino si è trovato a circoscrivere altre piante di ulivo anche se di varietà diversa. Piano piano è nata la voglia di raccogliere anche le sue olive e di provare l’olio prodotto da quelle piante tanto generose nella crescita quanto costanti nella produzione. Così abbiamo deciso di raccoglierne le olive, piccole e con poca polpa che vanno ad invaiatura molto presto per molirle a freddo, a ciclo continuo e con un frantoio a due fasi (in maniera tale da non aggiungere acqua nella fase della spremitura).

Nel 2008 nasce il nostro Cipressino, un monocultivar "per caso" come ci piace definirlo che ci ripaga ampiamente della fatica dell'impegno e della costanza che ci richiede produrlo.

Le sue olive piccole e delicate richiedono molta cura nella raccolta nello stoccaggio e nel trasporto onde evitare che possano danneggiarsi; è necessario monitorare continuamente onde evitare gli attacchi di mosca, ma il Cipressino a pieno titolo si colloca come una dei nostri monocultivar di punta. Ne produciamo quantitativi minimi ma il suo colore giallo oro con riflessi verdi, il suo gusto sapido sempre un po' amaro e piccante, il suo profilo gustativo con note di gambo di carciofo, mallo di noce e pomodoro verde, sono impareggiabili per i suoi estimatori.

Per la nostra azienda ha, fra l'altro, una particolare valenza: con la sua invaiatura precoce apre la campagna della molitura e come le prime olive Cipressino vengono deposte nelle cassette inizia il fermento e il fremito di un nuovo raccolto, la trepidante attesa del sapore dell'olio novello, un nuovo olio che sigilla e corona un anno di lavoro. Il frutto del nostro impegno.

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Monocultivar Grossa di Cassano

La Grossa di Cassano anche nota come Cassanese è una cultivar autoctona della provincia di Cosenza, ma il suo alveolo, la sua culla, la sua terra d'elezione è la Piana di Sibari e, a delimitare meglio, il comune di Cassano allo Jonio dal quale, appunto, prende la nomenclatura. Pianta robusta, di una vigoria lussureggiante, sembra conformarsi così, quasi per reggere alle asperità di un caldo intenso e della siccità, o alle punte di freddo che in inverno possono scendere dalla fascia prepollinica.

Era nelle radici e nella storia dell'azienda che, ubicata in Doria, frazione di Cassano, ha con questa cultivar esaltato e onorato l'autoctono, la territorialità. E' qui che, crediamo, questa varietà possa esplicare al meglio la sua natura, le sue doti organolettiche, il suo carattere. E questo nostro credo, questa certezza perseguita con impegno e puntigliosità, nonostante nella sua stessa culla questa cultivar sia spesso dimenticata disconosciuta o svilita, ci ha portato, quattro anni fa, nonostante i suoi detrattori, ad impiantarla, per riscoprirla, valorizzarla, metterla alla prova, e con lei metterci alla prova anche noi.

E la sfida ha avuto un incipit felice!

 Siamo qui, al suo primo battesimo, a festeggiare, insieme ai suoi estimatori, i riconoscimenti che quest'olio ha ottenuto non solo da parte di professionisti del settore ma anche di tanti che hanno scoperto nel suo corpo generoso gusti, sapori e odori impareggiabili!

E' il primo anno che la Grossa di Cassano entra nei nostri extravergine e, a pieno titolo, non solo nei nostri monocultivar ma anche in un nostro blend, la sua generosità e la nostra tenacia ci hanno permesso, anche se ancora per quantitativi di nicchia, di portare a nudo il suo carattere e il suo temperamento.

Forse è presto per dirlo, ma ci piace pensarla come il nostro monocultivar "coraggioso" e non solo per le battaglie che questa cultivar avrà portato avanti per sopravvivere e non estinguersi piegata da un territorio impervio e a volte ostile, fatto anche di asperità montane e estive solitarie aridità. La pensiamo abbarbicata, arroccata sul monte di Cassano, a volte mutilata, come un'antica errata potatura richiedeva, pur sempre risorgere, vincente, vigorosa, assurgente.

Che sia il trionfo e il vessillo di un mondo che vuole produrre qualcosa di buono, anzi di ottimo, in una vittoriosa battaglia contro le ostilità!

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Terra

Terra, territorialità, terroir, cru…dire in un nome, in un vocabolo, quella vocazionalità che alcune aree hanno nell'interpretare un luogo, la sua anima, il suo humus, la sua tipicità.

Terra sta a esprimere questo, a significare come questo blend sia rappresentativo, non solo della genericità del nostro Meridione, come Sud, non solo di una precipua peculiarità del nostro comune, come la Grossa di Cassano, ma del connubio armonico e della variegata persistenza di odori, sapori, fragranze di quella fascia di terra a ridosso di mare e montagna in cui vegeta.

Quattro le cultivar che offrono il loro complementare apporto a questo extravergine: la Grossa di Cassano, la Roggianella, la Coratina, la Nocellara del Belice, disposte a giocare il meglio di se a vantaggio l'una dell'altra per completarsi sì, ma anche per esaltarsi a vicenda in un'orchestrazione di richiami, contrasti, e assonanze.

Nasce Terra, anche lei, come Sud e la Grossa di Cassano, al suo primo anno, anche lei con una partenza esplosiva e promettente, anche lei con una generosità di sensazioni e rimandi olfattivi e gustativi che porta in sé e rispecchia la generosità della terra alla quale appartiene.

Ma Terra anche per quella lieve ed intrigante terrosità che esprime e trasmette a chi si sofferma sulle sue persistenze, i suoi echi e i suoi richiami.

Terra è un blend completo e complesso. Un blend "rappresentativo" ci sia concesso! ed è con esso che vogliamo presentare la rotondità del nostro mondo, con sentori asciutti e estremi, quali le note della Roggianella e della Coratina che si fondono nel corpo espressivo ma più morbido della Cassanese, con un olfatto arricchito e impreziosito dall'apporto della Nocellara del Belice.

Nasce così, il nostro biglietto da visita, per dare il contributo al ricco e pregiato panorama produttivo della nostra penisola, nasce così, il passepartout alla nostra terra, assolata e ventosa, generosa e impervia che Leonida Repaci, suo cantore estasiato, definì "L'ulivo che si chiama Calabria"!

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Sud

…e non poteva che essere Sud! Il titolo di questa storia e il nome del nostro blend. Un nome forse scontato ma fortemente voluto e creduto; in nuce sin da quando si decise,  nel 2007, di impiantare un uliveto esteso per cinque ettari che fosse anche un tributo alla nostra terra. Così in quell'uliveto dovevano necessariamente trovare spazio e vita le cultivar più rappresentative del patrimonio olivicolo del Sud. Lì sono la Grossa di Cassano e la Roggianella a rappresentare la Calabria, la Coratina a rappresentare la Puglia, e la Nocellara del Belice a rappresentare la Sicilia. Tre regioni, tre gusti, tre sapori.

Sud porta racchiusi in sé tre di questi sapori: la Roggianella, la Coratina, la Nocellara del Belice. Ognuna di queste varietà ha dato il proprio fondamentale apporto al suo gusto deciso e di un'intensità pari al sole sotto il quale queste piante crescono.

Il terreno nel quale sono coltivate è in leggera pendenza, il che facilita anche il defluire delle acque e un ottimo drenaggio essenziale per una produzione di qualità. La coltivazione avviene, sin dal momento dell'impianto, esclusivamente con prodotti ammessi nel disciplinare biologico, ma per tre anni l'azienda decide di provare il metodo biologico senza chiedere la certificazione perché è la prova sul campo che deve convincerci. Le varietà e il clima ci danno ragione di poter produrre effettivamente biologico e così nel 2010 richiediamo ufficialmente di essere ammessi alla procedura di controllo. Intanto le nostre piante sono cresciute nutrite con i nostri sovesci, il primo anno solo di favino, e quelli successivi di favino e orzo, che hanno arricchito notevolmente la sostanza organica e i nutrienti del terreno e che, noi ci crediamo, avranno anche dato un contributo alla tipicità del nostro olio.

Sud è un olio "estremo", come ci piace definirlo, incisivo, fatto per non essere dimenticato.

Noi l'abbiamo battezzato nel 2011, quando le piante vigorose (ma non potenti come se le avessimo trattate con prodotti di sintesi) ci hanno regalato i primi frutti. La carica organolettica che ha dipende dal dna delle varietà che abbiamo utilizzato, dalla gestione idrica controllata e dal contributo di tutto l'ecosistema che conserviamo e proteggiamo come patrimonio inestimabile.

Sud è il tripudio della nostra terra e il nostro tributo ad essa, per questo ci piace pensare che chiunque lo assaggi ritrovi nelle sue note intense quel pizzico di "follia" che denota ogni grande storia d'amore.

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Schede Tecniche



 

Società Agricola Doria S.r.l. - Contrada Mandria di Nola - 87011 Doria (CS) - Italia - P.I. 00179770789



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